Tentazione | 2025
Tentazione oltre il velo del tempo: Un racconto di luce e pietra
Narrativa: Il Dualismo dell’Anima
Questa serie fotografica esplora il confine sottile tra l’ombra e la rivelazione, mettendo in scena un dialogo silenzioso tra due figure contrapposte. Nella parte iniziale, il racconto inizia nell’oscurità: un segreto condiviso a lume di candela, dove lo sguardo di sfida rompe il silenzio e la luce rossa accende il mistero.
Il dramma si sposta poi nella sacralità del marmo in della chiesa, dove la composizione richiama un’iconografia classica di devozione e protezione; qui, il bianco e il nero degli abiti non sono solo colori, ma simboli di un legame che trascende il tempo sotto le volte di un’antica chiesa. Il ciclo si chiude con gli scatti nella cappella sotto la chiesa, dove la figura solitaria si libera dalle mura di pietra per respirare nel vento, portando sul volto la malinconica consapevolezza di chi ha attraversato la notte per ritrovare la propria luce.
Note Tecniche e Realizzazione
La sfida principale di questo progetto è stata mantenere una coerenza visiva e cromatica attraverso tre scenari luminosi radicalmente differenti:
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Chiaroscuro Drammatico: Per alcuni tipi di foto è stato adottato uno schema di luce ispirato alla pittura fiamminga. La luce pratica della candela è stata rinforzata da un illuminatore laterale con gelatina rossa, fondamentale per scolpire i lineamenti del volto e creare un distacco netto dal fondo nero.
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Composizione e Luce d’Ambiente: Parte rilevante del set ha avuto l’obiettivo di enfatizzare la maestosità dell’architettura. È stata utilizzata una sorgente luminosa zenitale e posteriore rispetto all’altare per creare un effetto “backlight” che definisce i profili delle modelle e produce un flare naturale, conferendo alla scena un’aura eterea.
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Outdoor e Gestione del Movimento: In contrapposizione agli interni controllati, gli scatti in esterna sono stati realizzati con luce naturale diffusa. Si è scelto un tempo di scatto rapido per bloccare il movimento dei capelli nel vento, mantenendo un’ampia apertura del diaframma per ottenere un bokeh morbido che isolasse il soggetto dallo sfondo boschivo.
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Post-Produzione: Il workflow di editing è stato focalizzato solo sulla rimozione di elementi moderni poiché l’intero set è stato scattato solo con il formato JPEG come output finale e non il file RAW, questo per capire e dimostrare se e come sia possibile realizzare un set di un certo tipo senza mettere – o poco – mano ai file prodotti in post produzione.
Part 1
Part 2
Part 3






























































