Nosferatu | 2025

Ellen: Vieni da me. Vieni da me. Un angelo custode, uno spirito di conforto. Spirito di qualsiasi celeste sfera, qualchessia, dammi ascolto. Vieni da me!
Orlok: [in lingua daca] Tu… Tu mi hai svegliato da un’eternità di tenebre. Tu… Tu… Tu non sei per i vivi. Tu non sei per il genere umano. Sarai tutt’una con me per l’eternità? Lo giuri?
Ellen: Lo giuro.”

Per questa sessione fotografica ho cercato di evocare l’orrore gotico e primordiale di Nosferatu, intriso della cupa, meticolosa, e storicamente rigorosa estetica visiva di Robert Eggers. Non è solo un tributo al film in se, ma una discesa nell’incubo folcloristico e nella decadenza del XIX secolo.

Atmosfere e Tono

Il tono è di orrore folcloristico, isolamento e decadenza. L’atmosfera generale è oppressiva e solitaria.

  • Luce: La luce è un rimando a quella illuminazione denaturata a tinte ciano del film, con l’aggiunta di qualche elemento naturale e artificiale ma attinente, come candele. La luce diurna è grigia, diffusa e nebbiosa, tipica di un inverno del Nord Europa, filtrata attraverso vecchie finestre con vetri imperfetti. Il contrasto è elevatissimo, esaltando la grana della pellicola (o la sua simulazione) e l’oscurità che si addensa.
  • Ambientazione: Ridare l’idea di un maniero fatiscente in una casetta moderna isolata  non è stato affatto facile. Abbiamo quindi privilegiato tagli stretti, cupi, con sfondi a pietra viva.🧥

I costumi sono molto vicini a quelli del film, ispirati all’abbigliamento ottocentesco, ma logorati e disadorni, riflettendo la povertà spirituale e materiale.

Composizione e Messa in Scena

  • Inquadrature Strette e Asfissianti: Molteplici primi piani sul viso, illuminati solo da una singola fiamma, che mettono in risalto la paura, la paranoia o la fissità mostruosa.
  • Simmetria e Folklore: Uso della composizione simmetrica per dare un senso di inquietudine rituale e fatalismo.
  • Silenzio Visivo: Le pose sono statiche, quasi da ritratto, trasmettendo un senso di silenzio assoluto e attesa fatale, dove il rumore è sostituito dall’angoscia visiva.